Mussola di cotone: oggetto immancabile dai mille utilizzi

Mussola di cotone: oggetto immancabile dai mille utilizzi

Mussola di cotone: oggetto immancabile dai mille utilizzi

La mussola o swaddle è un oggetto dai mille usi, molto in voga negli ultimi anni per la sua versatilità e le sue caratteristiche. Morbida, traspirante e leggera: scopriamo tutti i vantaggi del suo utilizzo!

La mussola è un telo quadrato di cotone molto leggero, e rappresenta la soluzione ideale nelle più svariate occasioni. Grazie alla sua trama fine può essere usata come copertina fresca in estate; può sostituire pesanti asciugamani dopo il bagnetto o al cambio del pannolino; può fare da copertura per la carrozzina o il seggiolino dell’auto, così da assorbire il sudore e mantenere il bambino più asciutto; può essere posizionata sulla spalla della mamma dopo il pasto per proteggere i vestiti da eventuali rigurgiti; è anche molto pratica per allattare, quando all’aperto o in luoghi affollati si senta il bisogno di una maggiore privacy.

Ma l’utilizzo più caratteristico della mussola è quello della fasciatura, o swaddling. Tecnica praticata fin dall’antichità e ancora molto presente in alcune culture, consiste nell’avvolgere il neonato in un telo, andando così a ricreare la sensazione di contenimento e benessere provata durante la gravidanza nell’utero materno. Il contenimento fa sì che il neonato, attraverso questo contatto rassicurante, si senta protetto, proprio come avviene tra le braccia della mamma. Questo semplice rimedio aiuta il bambino a calmarsi e ad addormentarsi, lo conforta nei momenti di maggiore insicurezza o difficoltà, e attenua lo stress che può derivare da cose per noi banali, come stimoli per lui ancora eccessivi e difficili da gestire quali un rumore o una luce forti, o semplicemente l’adeguarsi al ciclo sonno-veglia o il momento del pasto. Inoltre, fasciare il neonato può alleviare se non addirittura risolvere il fastidio più comune e temuto dei primi mesi, le coliche, che, secondo il parere di numerosi pediatri, spesso più che un vero e proprio disturbo patologico altro non sono che una manifestazione di disagio che tende a riproporsi ogni giorno alla stessa ora con la stessa modalità: il pianto inconsolabile. Il più delle volte, però, non vi è nulla di specifico o grave (per fortuna!) a scatenare il pianto, e tutto ciò che occorre in risposta si rivela essere il semplice conforto e la vicinanza della mamma o del papà, in un ambiente tranquillo e senza troppe sollecitazioni. La fasciatura, così come il babywearing, possono quindi essere validi alleati dei genitori per aiutare il proprio figlio ad adattarsi al nuovo ambiente e alla moltitudine di nuovi stimoli e percezioni.

Fasciare il neonato è molto semplice: basta stendere su una superficie piana la mussola a losanga, con l’angolo superiore ripiegato verso il basso, e posizionare il bambino con la testa leggermente al di sopra dell’angolo piegato. È importante che le gambe e le braccia siano morbide, non costrette, e il bambino possa muoverle, riuscendo ad arrivare agevolmente con le mani al viso. A questo punto si accompagna dolcemente il neonato su un fianco e lo si avvolge con la mussola da un lato, lo si sposta di nuovo a pancia in su e si fa lo stesso con l’altro lato, proprio a formare una sorta di bozzolo.

Credits to: Claudia Carlin, Ospedale Pediatrico Bambino Gesù http://www.ospedalebambinogesu.it/contenimento-del-neonato

È bene però seguire alcune indicazioni per effettuare una fasciatura sicura ed evitare di causare problematiche al bambino. I pediatri raccomandano di non eseguire una fasciatura troppo stretta, che potrebbe provocare danni alle anche, ma di lasciare la possibilità al bambino di piegare le gambe naturalmente per permettere un corretto sviluppo delle articolazioni. Inoltre, la mussola deve sostenere spalle e collo ma lasciare il volto scoperto, e bisogna prestare particolare attenzione a non far avvertire troppo caldo al bambino, poiché la capacità di autoregolazione termica è ancora scarsa e si corre il rischio di surriscaldamento. La fasciatura è molto indicata sotto i 3 mesi, superati i quali andrebbe interrotta, perché lo sviluppo motorio del bambino potrebbe portarlo a spostarsi dalla posizione supina a quella prona e la fascia impedirebbe il movimento inverso, diventando quindi pericolosa e aumentando il rischio di SIDS.

Al contrario, se si sceglie una mussola in cotone organico, più traspirante e privo di sostanze chimiche, si garantisce una perfetta termoregolazione al neonato, mantenendo la corretta temperatura sia d’estate che d’inverno. Il cotone biologico, tra l’altro, è amico dell’ambiente: l’uso di pesticidi nelle coltivazioni causa la morte di milioni di insetti impollinatori ogni anno, indispensabili per la salvaguardia degli ecosistemi e la sicurezza alimentare. Come riportato dal WWF, organizzazione ambientalista da anni in prima linea nella salvaguardia della natura, l’impollinazione garantisce il 35% della produzione globale di cibo, circa due terzi della frutta e della verdura che consumiamo, e se questi preziosi insetti continueranno a scomparire si assisterà a una importante riduzione delle colture alimentari più ricche di nutrienti e vitamine, con gravi danni per la salute di tutti. Inoltre, l’assenza di residui chimici nel tessuto, al contrario di quanto avviene con il cotone più comunemente utilizzato, garantisce una maggiore tollerabilità anche per le pelli più sensibili, evitando il rischio di irritazioni e allergie, e rende il prodotto molto più morbido al tatto.

Vero must have del primo anno di vita e oltre, la mussola sarà la compagna fidata di tantissime occasioni, e si adatterà alle sempre nuove esigenze del tuo piccolo durante il suo percorso di crescita.

 

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