Lavare i denti ai bambini: quando iniziare?

Lavare i denti ai bambini: quando iniziare?

Lavare i denti ai bambini: quando iniziare?

I denti decidui, comunemente chiamati denti da latte, iniziano a spuntare intorno ai 6 mesi di vita del neonato, e arriveranno ad essere 20 poco prima dei 3 anni. Ma la loro comparsa è in realtà molto soggettiva, al punto che si stima che un bambino ogni 2000/3000 presenti già un dentino al momento della nascita. La struttura dei denti da latte è sensibilmente diversa da quella dei denti definitivi: lo smalto è molto più sottile e meno resistente, così come la dentina, altro tessuto duro del dente che si trova subito sotto lo smalto, e questo fa sì che la carie raggiunga con più rapidità la polpa, creando danni più seri e provocando nel bambino l'inconfondibile dolore.

Come riportato dal Ministero della Salute in seguito ad uno studio effettuato sulla nostra popolazione promosso dall'OMS, più di un bambino su 5 a 4 anni ha almeno un dente cariato, e di questi il 75% presenta più di una carie. Numeri importanti, che portano a riflettere sui comportamenti alimentari e igienici nella prima infanzia. Tante le abitudini e usanze che andrebbero evitate, come zuccherare tettarelle di ciucci o biberon o offrire molti cibi o bevande con zuccheri aggiunti.

La prevenzione, tuttavia, non può non passare da una buona igiene orale. Ma da quando bisogna iniziare a lavare i denti ai bambini? I medici consigliano di pulire la bocca del lattante dopo le poppate con una garza di cotone avvolta su un dito, per rimuovere residui di latte e soprattutto abituarlo ad una prassi che in seguito vivrà con più naturalezza. Risulta ancor più fondamentale iniziare a spazzolare i denti con uno spazzolino idoneo, molto morbido, fin dalla loro fuoriuscita, già a partire dai 6 mesi. È importante sapere poi che, fino ai 6 anni, se si sceglie un dentifricio contenente fluoro, quest'ultimo deve essere presente in quantità minori rispetto ad un comune dentifricio da adulti, nello specifico non deve superare le 1000 ppm (parti per milione). Iniziare presto questa routine aiuterà senz'altro a prevenire il rischio di incidenza di carie, e soprattutto farà prendere confidenza con la pratica e coscienza dell'argomento e della sua importanza.


I dentisti, è risaputo, consigliano di cambiare spazzolino da denti ogni 3 mesi. Questo significa che nella propria vita ognuno di noi utilizzerà circa 300 spazzolini. Che sopravviveranno a noi, e ai nostri nipoti. Già, perché un comune spazzolino da denti impiega fino a 1000 anni per decomporsi. Ogni anno ne vengono prodotti 3,5 miliardi e ogni singolo spazzolino causa l'emissione di 34 grammi di gas serra. La plastica utilizzata non è riciclabile, e il polipropilene presente nella struttura è stato classificato come una delle sostanze più inquinanti per i nostri mari.
Rinunciare quindi ad una corretta igiene orale? No, ovviamente. Ma optare per una soluzione ecologica e biodegradabile oggi è davvero semplice: sono diversi ormai gli spazzolini realizzati in bambù, pianta a crescita molto rapida che non richiede uso di pesticidi o irrigazione artificiale per raggiungere la sua massima estensione e dalla quale si ottiene una fibra naturale resistente e totalmente compostabile.

Ripensare alle nostre abitudini quotidiane, anche le più semplici come appunto lavarsi i denti, è ormai fondamentale per far fronte all’emergenza ambientale, oltre ad essere il modo più immediato ed efficace per abituare i nostri figli ad avere cura della natura e a compiere scelte consapevoli e responsabili.

 

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