Bianco e nero: perché è così importante per il neonato?

Bianco e nero: perché è così importante per il neonato?

Bianco e nero: perché è così importante per il neonato?

Il tatto è il primo dei cinque sensi a svilupparsi durante la gravidanza: già dalla 7° settimana di gestazione il feto comincia ad avere una sensibilità tattile, e intorno alla 17° settimana i recettori ricoprono tutto il suo corpo. A 8 settimane compaiono invece le prime papille gustative, mentre i recettori dell’olfatto sono presenti a partire dalla 9° settimana; dalla 12° il feto impara a deglutire, ed è dimostrato che prima di nascere possa riconoscere i sapori di ciò che mangia la mamma dal liquido amniotico. L’udito inizia a formarsi a partire dalla 8° settimana, e a 30 settimane il feto è già in grado di percepire i rumori provenienti dall’esterno. E la vista?

La vista è l’ultimo dei sensi a svilupparsi nel feto. Fino alla 26° settimana le sue palpebre restano chiuse per permettere uno sviluppo corretto della retina, e intorno alle 33 settimane le pupille sono in grado di rispondere agli stimoli luminosi restringendosi o dilatandosi. Ma al contrario di quanto avviene per gli altri sensi, alla nascita la capacità visiva del neonato è molto limitata, e arriverà ad una completa maturazione solo intorno agli 8 mesi di vita. Riesce a mettere a fuoco oggetti e persone a circa 20 cm da sé, esattamente la distanza che lo separa dal volto della madre durante l’allattamento! A 10 giorni di vita è in grado di riconoscere la sua mamma dal viso e non soltanto dall’odore, e a due settimane sa distinguere anche il viso del papà! Ma il resto delle immagini è sfocato e si assiste ad un fenomeno chiamato “strabismo del neonato”, che lo porta a convergere gli occhi al centro quando osserva un oggetto molto vicino: ciò avviene perché questi non sono ancora in grado di mettere a fuoco in maniera coordinata, ma col passare delle settimane i muscoli, rafforzandosi, permetteranno lo sviluppo della visione binoculare. In questa fase si pensa che la percezione visiva sia limitata ai toni del grigio: la capacità di vedere o, meglio, di distinguere i colori sembra svilupparsi solo intorno ai 2 mesi di vita. Proprio per questo motivo, fin dalla nascita il bambino è naturalmente attratto da contrasti di colore molto netti, su tutti: il bianco e nero.

Le immagini ad alto contrasto aiutano il neonato a concentrarsi sugli stimoli visivi ricevuti e promuovono l’esplorazione degli oggetti circostanti, attivando e sostenendo il cervello impegnato nella creazione di milioni di sinapsi ogni minuto, e permettendogli man mano di formare una vera e propria idea del mondo, per lui ancora sconosciuto.

Celebre è la giostrina ideata dal geniale artista e designer Bruno Munari, molto apprezzata e utilizzata anche nel metodo Montessori, che viene proposta come primo mobile da offrire al lattante, composta da una sfera trasparente che riflette la luce e da una serie di forme geometriche, tutte, per l’appunto, in bianco e nero.

Proporre al neonato immagini e oggetti ad alto contrasto garantirà una corretta sollecitazione del suo sviluppo sensoriale, senza correre il rischio di sovrastimolarlo, e lo accompagnerà nel suo cammino di crescita delle proprie capacità visive e cognitive e nell’acquisizione di nuove competenze, oltre ad accrescere la sua capacità di concentrazione.

"Il mondo è a colori, ma la realtà è in bianco e nero." Wim Wenders

 

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